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Bologna Jazz Festival 2026: Un'Esplorazione della Musica Improvvisata

07 ott 2026, 6:16 PM
Bologna Jazz Festival 2026: Un'Esplorazione della Musica Improvvisata

Il Bologna Jazz Festival 2026 si conferma un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica improvvisata, proponendo un programma ricco e diversificato. Con oltre cinquanta esibizioni, numerosi seminari, progetti educativi e manifestazioni artistiche, questa edizione si distingue per la sua ampiezza e la capacità di coinvolgere un vasto pubblico, celebrando tanto i maestri consolidati quanto le nuove promesse del panorama jazzistico.

L'apertura di questa straordinaria rassegna è affidata al celebre trombettista Fabrizio Bosso, che il 16 ottobre incanterà il pubblico dell'Unipol Auditorium insieme al suo quartetto, composto da Julian Oliver Mazzariello, Jacopo Ferrazza e Nicola Angelucci. La sua performance promette di unire la solida tradizione dello swing e del bop con un'inesauribile vena creativa, marchio distintivo del jazz italiano contemporaneo.

Il 28 ottobre, un altro gigante della chitarra, Al Di Meola, salirà sul palco del Teatro Celebrazione con il suo Acoustic Trio, accompagnato da Peo Alfonsi e Sergio Martinez. Dagli esordi con i Return to Forever di Chick Corea alle incursioni nella fusion e nella musica latino-americana, Di Meola ha trasformato la chitarra in un potente strumento narrativo, celebre per il suo virtuosismo, i ritmi complessi e le armonie ricercate.

Il 3 novembre, il Teatro Duse ospiterà un incontro musicale unico: Kurt Elling & the Yellowjackets rileggeranno il repertorio dei Weather Report. L'unione di una delle voci più affascinanti del jazz contemporaneo con una formazione storica della fusion promette una rivisitazione innovativa di brani ormai leggendari. Questo progetto dimostra la capacità del festival di creare dialoghi inaspettati tra mondi sonori diversi.

La serie dei grandi concerti si concluderà il 6 novembre all'Unipol Auditorium con Emmet Cohen e il suo progetto “Miles & Coltrane at 100”. In occasione del centenario della nascita di queste due icone del jazz, Cohen, pianista del 1990 radicato nella tradizione dello straight-ahead e dello stride piano, presenterà un nuovo quintetto, offrendo una prospettiva fresca su un patrimonio musicale inestimabile.

Oltre ai concerti principali, il festival si estenderà in vari club della città, come il Bravo Caffè, la Cantina Bentivoglio, il Camera Jazz & Music Club, lo Sghetto Club e il Binario69. La manifestazione abbraccerà anche altre città come Ferrara e Forlì, seguendo una logica di 'festival diffuso' che mira a coinvolgere un pubblico più ampio e a valorizzare diversi spazi culturali.

Un elemento cruciale dell'edizione 2026 è l'interazione tra i grandi nomi internazionali e le nuove generazioni di musicisti. Accanto a celebrità come Bosso, Di Meola, Elling, gli Yellowjackets e Cohen, si esibiranno talenti italiani e internazionali emergenti, tra cui Edoardo Ferri, Matteo Addabbo, Hania Derej, il Quartetto Tarot, Francesco Canestri, Matteo Paggi, Claudio Vignali, Davide Pannozzo, Alice Ricciardi e Francesco Zampini.

Il Bologna Jazz Festival dedica una parte significativa delle sue attività ai giovani, alla formazione e alla produzione musicale. Un esempio lampante è il laboratorio sociale Afro-Beat, diretto da Guglielmo Pagnozzi, che culminerà in un concerto finale il 4 novembre al Binario69. Questa iniziativa evidenzia l'impegno del festival non solo nel presentare artisti affermati, ma anche nel creare opportunità per l'apprendimento, l'esecuzione e l'esibizione.

Questa attenzione alla crescita artistica non è una novità per il festival. La Fondazione Bologna in Musica, in collaborazione con il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Bologna, il Liceo Musicale Lucio Dalla, il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica e altre istituzioni musicali locali, da anni promuove progetti didattici e divulgativi.

L'immagine dell'edizione 2026 è stata creata da Tanino Liberatore, una figura di spicco nel fumetto europeo, noto per Ranxerox e le sue collaborazioni con riviste storiche come Frigidaire e Cannibale. Liberatore, soprannominato da Frank Zappa il 'Michelangelo del fumetto', terrà anche un incontro pubblico all'Accademia di Belle Arti di Bologna il 19 ottobre.

Il Bologna Jazz Festival 2026 si annuncia come una celebrazione completa del jazz, che spazia dalla tradizione all'innovazione, dalla didattica all'arte visiva, coinvolgendo la comunità e offrendo un'esperienza musicale e culturale indimenticabile per tutti i partecipanti.

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