Il recente saggio di Salvatore Papa, dal titolo evocativo “Bologna non è un’isola felice – Retoriche e realtà del brand urbano”, edito da Derive/Approdi, ha generato un acceso dibattito ancor prima della sua uscita ufficiale. L'opera, che si propone di analizzare criticamente le dinamiche urbane di Bologna, ha persino provocato la reazione dell'assessore alla Cultura, Daniele Del Pozzo, in un'intervista al Corriere di Bologna, sebbene non avesse ancora visionato il testo. Papa, noto giornalista culturale e caporedattore di Zero Bologna, ha evidentemente toccato un tema sensibile, affrontando non solo il settore culturale, ma anche le profonde mutazioni che hanno interessato la metropoli emiliana negli ultimi due decenni, dall'espansione del turismo alle crisi abitative, fino all'avanzata della "foodification".
Attraverso un'indagine meticolosa, basata su dati concreti, dichiarazioni pubbliche e resoconti giornalistici, Papa demolisce l'immagine idilliaca e spesso propagandistica di una Bologna che, secondo l'autore, non esiste più. Il libro mette in luce un'operazione di marketing territoriale che si è appoggiata a un mito ormai superato. In questo contesto, l'autore descrive un riposizionamento simbolico della città, promosso dalle amministrazioni negli ultimi vent'anni, ma che, a differenza del passato, mostra una minore attenzione alla coesione sociale e a una equa distribuzione della ricchezza. Non sorprende, dunque, che il volume sia destinato a suscitare polemiche, sia tra coloro che rimpiangono una Bologna identitaria e tradizionale, sia tra i sostenitori di una nuova "città-vetrina" che, dietro la sua facciata scintillante, nasconde fenomeni come l'esclusione economica e il lavoro precario.
Il passaggio di Bologna da fulcro di controculture a “mangificio”
La prima sezione del testo di Papa si concentra sulla sfera culturale, intesa sia in senso stretto che politico. Bologna, un tempo laboratorio di sperimentazione politica, avanguardia di democrazia sociale e culla di movimenti controculturali liberi, si è trasformata, secondo l'analisi di Papa, in un "mangificio" a cielo aperto, una destinazione turistica per flussi rapidi e superficiali. Questa evoluzione di Bologna negli ultimi vent'anni rappresenta un esempio emblematico e impietoso dell'impatto delle logiche neoliberiste e del marketing territoriale sulle città italiane. L'autore sottolinea come un punto cruciale di questa trasformazione sia stato il momento in cui le deleghe al turismo e alla cultura sono state riunite sotto la stessa figura, quella dell'attuale sindaco Matteo Lepore.
Proprio in quel periodo, si è verificata una serie di eventi che, se analizzati congiuntamente, rivelano chiaramente il cambiamento di rotta della città. Da un lato, si è assistito a un marketing territoriale aggressivo, volto ad attrarre capitali e turisti, come testimonia la creazione del brand “Bologna City of Food” e la nascita di Fico, entrambi incentrati sul settore alimentare. Dall'altro, si è verificata la progressiva eliminazione di quelle esperienze autogestite e controculturali che ostacolavano la nuova immagine di una Bologna “moderna” ed “europea”. Papa fa riferimento agli sgomberi di centri sociali come Atlantide ed Xm24, ma l'elenco è ben più esteso e include realtà come il Laboratorio Crash, Làbas, e occupazioni abitative quali l'ex Telecom. Un indicatore significativo della radicale trasformazione della città è rappresentato dalla destinazione attuale di questi spazi, un tempo animati da controculture politiche e sociali: ora ospitano studentati di lusso o cohousing per un ceto medio a rischio impoverimento, segno di una gentrificazione dilagante. Tuttavia, Papa nutre una speranza, individuando nella cittadinanza attiva e nel lavoro incessante di diversi comitati i germi di una resistenza. Questa resistenza non si limita alla contestazione, ma include anche una solida competenza tecnica, politica e sociale, supportata da ricercatori, docenti, professionisti e cittadini impegnati nella difesa della città pubblica e nella dimostrazione che un'alternativa è sempre possibile.
