Il 31 ottobre 1926, durante una visita a Bologna per l'inaugurazione del “littoriale”, Benito Mussolini subì un tentativo di assassinio. Mentre sfilava tra la folla su un'auto scoperta, un colpo di pistola perforò la sua giubba, mancando il bersaglio. Nella confusione che ne seguì, un quindicenne, identificato come Anteo Zamboni, fu fermato dal militare Carlo Alberto Pasolini. Trascinato via da un gruppo di fascisti, Zamboni fu brutalmente aggredito e ucciso con pugni, insulti, coltellate e un colpo di pistola, prima di essere anche strangolato, malgrado fosse già agonizzante.
A un secolo da questi eventi, la città di Bologna si prepara a ricordare Anteo Zamboni con un programma commemorativo intitolato "#Zamboni100". Questa rassegna, che si svolgerà dal 21 ottobre al 1° novembre, includerà dibattiti storici, spettacoli teatrali, esposizioni artistiche e percorsi urbani. L'iniziativa vede la collaborazione di numerose entità bolognesi, tra cui istituti storici come il Parri e il G.F. Minguzzi, associazioni civili come l'Anpi, e realtà culturali che promuovono l'inclusione attraverso diverse forme espressive. Il calendario prevede, tra il 22 e il 23 ottobre, incontri con esperti e scrittori presso la Cineteca e rappresentazioni teatrali all'Associazione Serendippo, oltre alla presentazione di saggi storici all'Istituto Storico Parri. Dal 21 ottobre, sarà possibile visitare la mostra “Avevo 15 anni” e, dal 22 al 31 ottobre, l'esposizione “Assurdismo e sacrifici umani” presso TEST – Nuovo prototipo urbano. Il 30 ottobre, un trekking urbano guiderà i partecipanti “Dal Littoriale al Dall’Ara”, seguito dalla presentazione di un volume di Vittorio Ferorelli.
Le celebrazioni raggiungeranno il loro culmine tra il 31 ottobre e il 1° novembre. Nel giorno esatto del centenario, avrà luogo il restauro della tomba di Anteo alla Certosa e l'inaugurazione di una lapide commemorativa sulla sua casa natale in Via Fondazza, alla presenza delle autorità cittadine. La rassegna si concluderà in Sala Tassinari con l'evento "Un fiore per Anteo", omaggiando la lapide restaurata in Piazza Maggiore.
Questo significativo anniversario offre un'opportunità di riflessione sulla storia e sulle sue complessità, invitando a una profonda comprensione dei meccanismi sociali e politici che hanno plasmato il passato. Ricordare eventi così drammatici ci spinge a valorizzare la memoria storica come strumento essenziale per promuovere la pace, il dialogo e la prevenzione di ogni forma di violenza, ispirando le nuove generazioni a costruire un futuro basato sul rispetto reciproco e sulla giustizia.
