La diciannovesima edizione del festival di arti performative contemporanee PerAspera, curato da Maria Donnoli ed Ennio Ruffolo, intitolata "Margine mobile", trasforma la città di Bologna e le sue vicinanze in un epicentro dinamico per l'espressione artistica dal 17 al 27 settembre. L'evento ridefinisce il concetto di margine, elevandolo da semplice confine a uno spazio fluido e instabile, capace di mutare e, soprattutto, di influenzare ciò che percepiamo come centrale. Questa prospettiva innovativa si concretizza attraverso una serie di performance distribuite in luoghi inusuali, che vanno dal Teatro Arena del Sole a spazi più intimi e quotidianamente significativi come l'Istituto Ortopedico Rizzoli, una dimora d'artista sulle colline di Monte San Pietro, il Museo del Patrimonio Industriale, la Filla, il Cimitero Monumentale della Certosa, il Museo Civico Medievale e il Museo Lercaro. Questa scelta audace sfida la tradizionale separazione tra gli ambiti culturali e quelli della vita comune, incoraggiando una fusione che arricchisce l'esperienza artistica e sociale.
Il festival propone un'esperienza profondamente coinvolgente, dove l'arte interagisce con la quotidianità in modi sorprendenti. Il 18 settembre, ad esempio, "Dedicato" di Francesco Alberici ed Ermelinda Nasuto viene presentato all'Istituto Ortopedico Rizzoli. Questo spettacolo, basato su un'esperienza personale di malattia, esplora come la cura possa irrompere nella vita di tutti i giorni, trasformando un ambiente non teatrale in una cornice per la riflessione sull'esperienza umana. Successivamente, il 19 settembre, "Paradiso [giardino]" del gruppo nanou prende vita nei giardini di Villa I Tigli, a Monte San Pietro, dove le opere di Flavio Favelli si integrano nell'architettura coreografica, e il pubblico è invitato a interagire con l'ambiente togliendosi le scarpe. Al Museo del Patrimonio Industriale, "Queer Art Walk" offre una rilettura del patrimonio esposto attraverso una lente queer, stimolando una nuova modalità di osservazione delle opere e delle storie ereditate. Il 22 settembre, alla Certosa, "Meditazione senza oggetto" di Enrico Malatesta trasforma la Sala del Pantheon in un paesaggio sonoro instabile, in dialogo con l'opera "Sala d'Attesa" di Flavio Favelli. Infine, il 24 settembre, "Sto a pezzi. Identità, volto, frammenti" di Davide Calvaresi, presentato al Museo Lercaro, esplora l'identità come un processo aperto e in continua evoluzione, con la partecipazione attiva degli studenti del Liceo Artistico Arcangeli.
L'iniziativa del festival PerAspera, nel portare l'arte al di fuori dei contesti tradizionali e nel ridefinire il "margine" come un punto di forza e di rinnovamento, dimostra un profondo impegno verso l'accessibilità culturale e la promozione di una società più inclusiva. Attraverso l'esplorazione di tematiche contemporanee e l'interazione con spazi non convenzionali, il festival invita il pubblico a una riflessione critica sul proprio ruolo nella costruzione della cultura e della società. Questa prospettiva incoraggia la valorizzazione delle diversità, l'apertura al dialogo e la riscoperta di una creatività che si manifesta nelle pieghe della vita quotidiana, arricchendo l'esperienza collettiva e individuale e suggerendo che ogni confine può essere un'opportunità di scoperta e trasformazione.
