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“Il mio nome è Carlo”: La Storia del Santo in Scarpe da Ginnastica Arriva in TV

27 set 2026, 11:31 AM
“Il mio nome è Carlo”: La Storia del Santo in Scarpe da Ginnastica Arriva in TV

Questa sera, un'emozionante pellicola televisiva porta sul piccolo schermo la straordinaria figura di Carlo Acutis, l'adolescente milanese diventato un simbolo di santità moderna. Il film ripercorre la sua esistenza, mettendo in luce la sua profonda fede e la sua capacità di connettersi con il prossimo, trasformando una vita breve in un messaggio universale di amore e speranza. L'opera cinematografica esplora le tappe fondamentali del suo percorso, dalla precoce scoperta della spiritualità fino all'influenza positiva esercitata sui suoi coetanei e sulla sua famiglia, concludendosi con la commovente accettazione della sua malattia.

Dettagli della produzione e del messaggio di Carlo Acutis

La sera di domenica 27 settembre, su Canale 5, è andato in onda in prima serata il film evento "Il mio nome è Carlo", diretto da Giacomo Campiotti, con Samuele Carrino che ha prestato il volto a Carlo Acutis. La storia di Carlo, beatificato nel 2020 e canonizzato il 7 settembre 2025 da papa Leone XIV, incarna la cosiddetta "santità della porta accanto", come l'ha definita il Pontefice. La pellicola è disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity, sia in diretta che on demand.

Nel cast, a fianco di Samuele Carrino, spiccano Lucia Mascino e Flavio Parenti, che interpretano i genitori di Carlo, Antonia Salzano e Andrea. Maurizio Donadoni è il parroco di Santa Maria Segreta. Tra gli amici di Carlo, Nicky Passarella, nota content creator, interpreta Sofia, una ragazza inizialmente superficiale il cui approccio alla vita viene profondamente trasformato dall'incontro con Carlo.

Carlo Acutis, nato a Londra nel 1991 e cresciuto a Milano, è tragicamente scomparso il 12 ottobre 2006, all'età di soli quindici anni, a causa di una leucemia fulminante diagnosticata appena quattro giorni prima. Era un appassionato di informatica e aveva creato un sito web dedicato ai miracoli eucaristici globali. Nel quotidiano, si dedicava ad aiutare i senzatetto, a sostenere le vittime di bullismo e a insegnare catechismo, dimostrando un impegno sociale e spirituale straordinario per la sua giovane età.

La trama del film esplora tre diverse età di Carlo. All'età di cinque anni, la sua innata spiritualità influenza persino la madre Antonia e il collaboratore domestico Rajesh, avvicinandoli alla fede. A dodici anni, Carlo compie una scelta di vita fondamentale: guardare ogni individuo con amore. La sua forza non deriva da gesti eclatanti, ma dalla scoperta che la fede è una fonte inesauribile di felicità. Nell'adolescenza, si mostra come un ragazzo solare e privo di moralismi, che accoglie e difende gli emarginati, conforta chi soffre e restituisce speranza a chi l'aveva persa. Le riprese si sono svolte nei luoghi autentici della vita di Carlo, tra cui gli istituti Marcelline e Leone XIII, il Duomo, i Navigli e Parco Sempione a Milano.

Il film commuove nel raccontare la serenità con cui Carlo ha affrontato la malattia, lasciando medici e infermieri dell'ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio disarmati di fronte alla sua pacatezza. Il dialogo tra Carlo, ormai in fin di vita, e sua madre, evidenzia la sua incrollabile felicità e la sua visione di una vita futura piena d'amore, nonostante la breve esistenza terrena. Il film si apre e si chiude con le immagini della sua canonizzazione in Piazza San Pietro, un cerchio ideale che abbraccia la sua vita e il suo riconoscimento da parte della Chiesa.

Oltre al film TV, nelle sale cinematografiche, dal 15 al 21 ottobre, è stato proiettato anche il docufilm "Carlo Acutis. Il giovane santo", diretto da Luca Salmaso. Questa opera complementare, come l'ha definita la madre Antonia Salzano, arricchisce la narrazione con materiali inediti e testimonianze dirette di familiari, amici e insegnanti di Carlo, presentando un ritratto "diverso dallo stereotipo di santo".

L'attrice Nicky Passarella, che nel film interpreta Sofia, ha condiviso la sua esperienza sul set, sottolineando l'importanza di Carlo come figura vicina e ispiratrice. Ha riflettuto su come l'incontro con una personalità come quella di Carlo possa stimolare a "lasciarsi cambiare", accettando nuove prospettive e interrogandosi su convinzioni date per scontate. Passarella ha anche evidenziato l'uso rivoluzionario che Carlo faceva dei social media, trasformandoli in strumenti di bene, e la responsabilità che deriva dalla comunicazione online, invitando a riflettere sull'impatto delle parole e delle azioni nel mondo digitale.

Il lavoro sul suo personaggio, Sofia, le ha permesso di esplorare la trasformazione di una ragazza che, dietro una facciata di leggerezza, nascondeva profondità e insicurezze. Il graduale crollo delle sue difese è stato un aspetto cruciale per dare spessore al personaggio, mostrando come un cambiamento interiore possa manifestarsi in modo sottile ma significativo.

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