La città di Bologna rende omaggio a uno dei più grandi maestri del fumetto italiano, Roberto Raviola, conosciuto come Magnus, con una grande mostra intitolata "Magnus. Eroi e no". L'esposizione, allestita presso il prestigioso Palazzo Fava e aperta al pubblico dal 7 novembre 2026 al 10 gennaio 2027, celebra i trent'anni dalla scomparsa dell'artista. Attraverso quasi 500 tavole originali, tra fumetti, copertine, illustrazioni e bozzetti, il percorso espositivo svela l'universo complesso e affascinante di Magnus, caratterizzato da personaggi tutt'altro che convenzionali: agenti segreti timidi, ex mercenari tormentati e pistoleri leggendari, tutti accomunati da debolezze, contraddizioni e una profonda ribellione verso le ingiustizie del mondo. Questa straordinaria retrospettiva, curata da Michele Masini, Luca Baldazzi e Giovanni Nahmias, si propone di esplorare la straordinaria umanità che permea trent'anni di produzione artistica, attraversando generi che vanno dall'umorismo al noir, dalla fantascienza all'erotismo, fino al western, evidenziando la continua ricerca e sperimentazione stilistica dell'autore bolognese.
L'esposizione si articola in sette sezioni tematiche che ripercorrono l'intera evoluzione artistica di Magnus, presentando al pubblico alcuni dei suoi personaggi più iconici. Il viaggio inizia con Alan Ford, l'improbabile agente segreto nato dalla collaborazione con Max Bunker nel 1969, un'opera che ha segnato un'epoca con il suo humour grottesco. Si prosegue con I Briganti, una saga fantascientifica che trae ispirazione dalla letteratura classica cinese, e Lo Sconosciuto, un personaggio attraverso il quale l'artista ha affrontato con acutezza le contraddizioni politiche e sociali del suo tempo. Un'intera sezione è dedicata al profondo legame tra Magnus e la sua città natale, Bologna, esplorando i luoghi che hanno plasmato la sua formazione artistica e gli incontri che hanno arricchito il suo percorso professionale. Un altro spazio è riservato all'universo femminile, un tema ricorrente nella sua opera, con personaggi come Satanik, Milady, Le 110 pillole e Le femmine incantate, che testimoniano la ricchezza e la complessità del suo immaginario.
Il culmine della mostra è rappresentato dalle 224 tavole del celebre "Texone", La valle del terrore, un'opera monumentale a cui Magnus dedicò sette anni di lavoro e che completò poco prima della sua morte, avvenuta nel febbraio del 1996. L'ultima sezione, invece, è dedicata al Lunario, pubblicato nel 1995, un'opera più intima e contemplativa ispirata alle leggende popolari della valle del Santerno e alla cultura orientale. I curatori, Michele Masini, Luca Baldazzi e Giovanni Nahmias, hanno svolto un meticoloso lavoro di selezione per mettere in luce la costante ricerca e la straordinaria attenzione ai dettagli che caratterizzano l'opera di Magnus. Un aspetto particolarmente interessante è il dialogo tra le creazioni dell'artista e gli affreschi dei Carracci che adornano le sale di Palazzo Fava, creando un ponte tra epoche e forme d'arte diverse.
Bologna ha rappresentato un terreno fertile per la crescita artistica di Roberto Raviola. Tra gli anni Settanta e Ottanta, la città si affermò come un epicentro del fumetto italiano, un luogo d'incontro per autori di diverse generazioni uniti dalla passione per la sperimentazione. Accanto a Magnus e Bonvi, figure come Vittorio Giardino hanno consolidato la scena bolognese, mentre l'influenza del DAMS ha attratto giovani talenti che avrebbero rinnovato profondamente il linguaggio del fumetto. Fu in questo contesto che emersero artisti del calibro di Andrea Pazienza, Filippo Scozzari e Giorgio Carpinteri, protagonisti di esperienze innovative come Frigidaire e Valvoline. Questa generazione, pur sfidando le convenzioni del fumetto popolare, riconosceva in Magnus un maestro di straordinaria originalità. La mostra documenta questi intrecci culturali attraverso opere e testimonianze, inclusi due rarissimi disegni realizzati a quattro mani da Magnus e Andrea Pazienza, offrendo uno spaccato unico di un'epoca irripetibile del fumetto italiano.
Un elemento distintivo che attraversa gran parte della produzione di Magnus, indipendentemente dalla varietà dei generi e dall'evoluzione del suo stile grafico, è la ribellione. Questa si manifesta come una costante sfida all'autorità, alle convenzioni sociali e alle ingiustizie. In Alan Ford, la ribellione si esprime attraverso la satira e il grottesco; ne "I Briganti", si traduce in una chiara opposizione al potere costituito; mentre ne "Lo Sconosciuto", si confronta direttamente con la violenza e le complessità della società contemporanea. I personaggi di Magnus sono raramente eroi invincibili, ma piuttosto individui fragili, contraddittori e spesso disillusi, che cercano un proprio percorso in un mondo intricato. Questa visione profondamente umana e filosofica accompagna l'intera carriera dell'artista, culminando nelle opere degli ultimi anni, come il "Lunario", dove emerge una riflessione più intima sull'esistenza, sulla natura e sullo scorrere del tempo. Questa dimensione profondamente umana dell'opera di Magnus viene analizzata dai curatori, che esplorano il significato della ribellione, l'evoluzione dei personaggi e le affinità artistiche tra il fumettista bolognese e i Carracci, creando un affascinante dialogo tra immagini distanti secoli.
Questa vasta esposizione offre un'opportunità unica per riscoprire la grandezza di uno degli artisti più influenti del fumetto italiano. Magnus ha saputo elevare un linguaggio popolare a vera e propria forma d'arte, utilizzandolo per esplorare le complessità dell'animo umano, le sue aspirazioni, le sue fragilità e le sue contraddizioni. La mostra non è solo un omaggio al suo genio, ma anche un invito a riflettere sul potere narrativo e artistico del fumetto. Parallelamente alla mostra, è previsto un ciclo di incontri gratuiti dal titolo "Tre volte Magnus", con appuntamenti all'Accademia di Belle Arti, alla Biblioteca Salaborsa e a Palazzo Fava, per approfondire vari aspetti della sua opera e del contesto culturale in cui ha operato. Saranno inoltre disponibili visite guidate, laboratori per bambini, attività didattiche per le scuole e iniziative di inclusione interculturale, rendendo l'esperienza accessibile e coinvolgente per un pubblico ampio e diversificato.
