La Regina Mary di Danimarca ha fatto la sua apparizione agli impegni ufficiali, presentandosi con un completo elegante e una tonalità di bordeaux, uno dei colori distintivi del suo guardaroba. Durante la cerimonia di apertura dell'anno parlamentare al Folketing, a Christiansborg, lo scorso 6 ottobre, ha affiancato Re Frederik X e la Principessa Benedikte, mantenendo viva una lunga tradizione monarchica.
Per l'occasione, la sovrana ha optato per un capo sartoriale di Roland Mouret: una giacca dalla linea precisa e sagomata, caratterizzata da un fondo peplum asimmetrico, abbinata a una gonna a tubino dello stesso colore. Il look monocromatico è stato impreziosito da un copricapo, guanti e décolleté bordeaux, mentre una borsa nera ha creato un contrasto netto e sofisticato. Un tocco di classe è stato aggiunto da una spilla vintage di Dior del 1964, un elemento che ha completato l'estetica raffinata e rigorosa dell'ensemble.
Tuttavia, il dettaglio che ha catturato maggiormente l'attenzione è stato lo spacco posteriore della gonna, che ha rivelato le gambe scoperte, senza calze. Questo ha sollevato interrogativi sulla conformità al protocollo reale. È importante sottolineare che non esiste un 'protocollo reale europeo' universale che imponga l'uso delle calze alle donne delle famiglie monarchiche. Le consuetudini variano notevolmente tra le diverse corti e ciò che viene spesso definito 'protocollo' dai media non sempre corrisponde a una norma ufficiale. Nel contesto danese, non vi è alcuna disposizione che obblighi la regina a indossare calze in occasioni ufficiali come l'apertura del Folketing. Lo stesso Parlamento danese non impone un codice di abbigliamento specifico per i deputati, richiedendo solo un aspetto decoroso. La scelta di Mary, pertanto, non rappresenta una trasgressione di una regola formale, ma piuttosto un'espressione di modernità all'interno di un look altrimenti tradizionale e formale, dimostrando come le interpretazioni delle convenzioni reali possano differire tra le varie monarchie.
In conclusione, la decisione della Regina Mary di apparire senza calze, pur in un contesto altamente formale, non deve essere interpretata come una ribellione, ma come un'affermazione di stile che unisce tradizione e innovazione. Questa scelta evidenzia una flessibilità nei protocolli reali, che permette alle figure monarchiche di esprimere la propria individualità pur rispettando il decoro delle loro posizioni. È un monito a superare le percezioni stereotipate riguardo a un presunto codice di abbigliamento universale per tutte le regine europee, promuovendo un approccio più contemporaneo alla regalità che non teme di esplorare nuove armonie tra l'eleganza classica e le tendenze attuali.
