Vittorio Franceschi, figura emblematica del panorama teatrale italiano, si prepara a celebrare un traguardo eccezionale: i suoi novant'anni. Un'esistenza dedicata al palcoscenico, tra recitazione, regia e drammaturgia, che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dello spettacolo. La sua passione per il teatro, nata fin dall'infanzia, lo ha accompagnato per oltre settant'anni, mantenendo intatto quell'incanto originario che lo ha spinto a sognare. La città di Bologna, a cui è legato da un rapporto profondo e significativo, gli renderà omaggio con una serata speciale, ripercorrendo i momenti salienti della sua straordinaria carriera e svelando un lato meno conosciuto della sua creatività: la poesia.
Un'intera vita dedicata all'arte scenica e alla poesia
Il 14 ottobre, giorno del suo novantesimo compleanno, l'Arena del Sole di Bologna ospiterà “Il giro del teatro in 90 anni”, un evento commemorativo a ingresso libero dedicato a Vittorio Franceschi. Durante la serata, verrà presentata “Lo spessore del sale”, la sua quinta raccolta di poesie, edita da Minerva con il supporto della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Quest'opera letteraria esplora tematiche personali e universali, dai ricordi d'infanzia segnati dalla guerra, al trascorrere del tempo, dalla memoria degli affetti alle incertezze del presente. La connessione di Franceschi con Bologna si è consolidata attraverso momenti chiave della vita culturale cittadina. Nel 1968, insieme a Dario Fo, Franca Rame e Nanni Ricordi, fu tra i fondatori di Nuova Scena, un'associazione che mirava a diffondere il teatro al di fuori dei circuiti convenzionali. Successivamente, Franceschi trasferì la sede a Bologna, trasformandola in una cooperativa e contribuendo alla riapertura del Teatro San Leonardo, rimasto inattivo per lungo tempo. Il San Leonardo divenne un punto di riferimento culturale, ospitando artisti di spicco come Roberto Benigni e Gabriele Salvatores. Franceschi ha sempre creduto nel teatro come luogo di incontro e partecipazione, attribuendogli una funzione civica essenziale, tanto da affermare che “il teatro è il luogo dove i cittadini diventano comunità”. La sua attività a Bologna include anche un'importante esperienza formativa presso la Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone, di cui è stato condirettore. Nel 2009, la città lo ha insignito del Nettuno d’Oro, un riconoscimento del suo contributo alla vita culturale bolognese. Nel corso della sua prolifica carriera, Vittorio Franceschi ha collaborato con registi di fama internazionale come Luca Ronconi, Benno Besson, Massimo Castri, Gabriele Lavia e Andrzej Wajda. Ha interpretato personaggi iconici del repertorio classico e moderno, da Shakespeare a Pirandello, da Molière a Beckett. Oltre all'attività di attore, si è distinto come autore, con oltre trenta testi portati in scena, molti dei quali tradotti e rappresentati anche all'estero. Tra le sue opere più celebri figurano “L’Amleto non si può fare”, “Scacco pazzo”, “Il sorriso di Daphne” e “Il domatore”. La serata del 14 ottobre offrirà al pubblico l'opportunità di apprezzare il Franceschi poeta. Le sue poesie sono intrise di ricordi, riflessioni sull'esistenza e interrogativi sulla condizione umana. Alberto Bertoni, autore dell'introduzione a “Lo spessore del sale”, evidenzia la vocazione teatrale delle sue liriche, pensate per essere recitate e ascoltate. Franceschi interpreterà come monologo teatrale “Dimmi dove vai, soldato”, un poemetto in tre parti. Saranno riproposti anche estratti dal suo repertorio teatrale, tra cui un monologo da “Il sorriso di Daphne”, uno spettacolo che trattava il delicato tema del fine vita, presentato per la prima volta all'Arena del Sole nel 2005. Un omaggio speciale sarà dedicato a Cesare Zavattini, con “La gara di matematica”, tratto da “Monologo in briciole”, uno spettacolo che Franceschi realizzò negli anni Ottanta basandosi sugli scritti dell'autore emiliano. L'evento sarà introdotto da Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Natalia Di Iorio, direttrice generale di ERT, ed Elena Di Gioia, direttrice artistica. Interverranno anche Alberto Bertoni, Bruno Damini, curatore del volume, e Claudio Beghelli, scrittore e saggista. L'accompagnamento musicale sarà a cura di Guido Sodo, Maurizio Piancastelli e Andrea Tavarelli, che eseguiranno dal vivo le canzoni legate a “Il fanciullo allegro”, un racconto presente nella raccolta poetica. Al termine della serata, sarà possibile acquistare “Lo spessore del sale” e partecipare a un firmacopie con l'autore. Sarà inoltre allestito un banchetto per raccogliere donazioni a favore di Medici Senza Frontiere.
La celebrazione dei novant'anni di Vittorio Franceschi non è solo un tributo a un artista straordinario, ma anche un'occasione per riflettere sul potere trasformativo del teatro e della poesia. La sua capacità di unire l'espressione scenica alla profondità della parola scritta ci ricorda l'importanza dell'arte come strumento di interpretazione del mondo e di connessione umana. Franceschi ci insegna che il sogno, anche dopo decenni di carriera, può continuare a plasmare la realtà e a ispirare nuove generazioni. La sua visione del teatro come luogo di comunità e di impegno civile risuona ancora oggi, invitandoci a riscoprire la forza collettiva e la funzione sociale dell'arte in un'epoca di individualismo crescente.
