Un Orizzonte Rinnovato per il Patrimonio Culturale dell'Emilia-Romagna: Oltre il 2030
Un nuovo approccio ai tesori custoditi: rendere visibile l'invisibile
Al centro della visione presentata dal direttore Luigi Gallo, vi è la volontà di esporre una porzione maggiore delle collezioni finora inaccessibili. Un esempio significativo è il riallestimento di Palazzo Pepoli Campogrande, che entro la fine del 2026 aprirà al pubblico le sue sale affrescate, oggi adibite a depositi. Questo progetto rivoluziona il concetto tradizionale di museo, trasformando i luoghi di conservazione in spazi espositivi, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire opere d'arte solitamente celate.
La stagione espositiva 2027-2030: un viaggio nell'arte bolognese
La Pinacoteca Nazionale di Bologna si afferma come fulcro di questa nuova era espositiva, con sei importanti appuntamenti dedicati ai momenti cruciali della storia artistica bolognese. Tra le mostre annunciate, spiccano quelle sull'Ottocento (primavera 2027) e sulla fotografia del patrimonio (fine 2027 - inizio 2028). La primavera del 2028 vedrà l'esposizione dedicata a Carlo V e Bologna come capitale imperiale (1528-1530), seguita in autunno da un focus sul Settecento bolognese. Infine, tra la fine del 2029 e l'inizio del 2030, sarà celebrato il ruolo dei Carracci nella nascita della pittura moderna, esplorando Bologna come laboratorio artistico tra il Cinquecento e il Seicento.
Anticipazioni del 2026: “Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento”
Già nell'autunno del 2026, l'iniziativa prenderà vita con la mostra “Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento”, curata da Luigi Gallo ed Elena Rossoni. L'esposizione, che si terrà dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, riunirà opere della Pinacoteca e prestiti da importanti musei italiani. Saranno inoltre presentati oltre trenta dipinti conservati nei depositi, restaurati per l'occasione, offrendo una prospettiva inedita sulla produzione artistica legata a San Francesco.
Rinnovamento e accessibilità: i successi del 2026
Il 2026 ha già visto progressi significativi nella rete museale regionale, con interventi che hanno migliorato l'accessibilità e l'esperienza del visitatore. Il Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” a Marzabotto ha riaperto l'8 giugno dopo un rinnovamento da 800mila euro, con un allestimento più inclusivo. A Sarsina, il Museo Archeologico Nazionale è tornato completamente fruibile dal 23 giugno, a seguito di lavori da 1,5 milioni di euro per la sicurezza sismica, gli spazi e l'allestimento. A Pomposa, sono stati completati i restauri degli affreschi della chiesa di Santa Maria, mentre a San Leo, dal 31 luglio, un nuovo progetto museografico ha introdotto un'identità visiva e un percorso di visita che privilegia l'accessibilità cognitiva.
